Questo blog ospita una nuova rubrica, “Trasporti e riporti“, di Marmotta Girevole.
Il primo articolo della rubrica è “Diamanti d’argilla” e riguarda un esempio molto concreto di trasferimento modale “capovolto”, “dalla rotaia alla strada”, cioè in cui la preferenza viene data al trasporto su strada anche per merci che sono idonee al trasporto ferroviario, in presenza di linee adeguate. La necessità di trasferire il trasporto merci dalla strada alla rotaia viene affermata a parole dall’Unione Europea, da tutti i governi e anche da qualche politico, ma in Italia l’automobile ed i camion sono padroni dell’economia e delle menti, per cui anche nei casi in cui il trasporto su ferro è chiaramente più conveniente sia dal punto di vista economico che da quello ambientale, c’è sempre un qualcosa o qualcuno che cercherà di impedirlo. Di fronte alla crisi delle grandi imprese ferroviarie nazionali che stanno abbandonando il trasporto merci alla strada (anche perchè sia in Italia che in Francia poi fanno di tutto per impedire che altre imprese concorrenti conquistino gli spazi lasciati liberi), il tema del trasferimento modale diventa urgente ed essenziale per una politica dei trasporti e dell’ambiente. Non è possibile limitarsi a ripetere lo slogan del trasferimento modale e invece occorre entrare nel merito dei tanti casi in cui esistono alternative possibili alla monocultura del camion.