Archivio per la categoria ‘trasporto pubblico’

Il macchinista Dante De Angelis, licenziato dalle Ferrovie nel 2008, è stato reintegrato dal giudice del lavoro. Il ferroviere aveva denunciato pubblicamente la scarsa manutenzione e la condizione di pericolosità delle ferrovie. Un commento di Gianni Ursini

Ottobre 31, 2009

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Dante De Angelis


Il reintegro nel pieno diritto delle sue funzioni di macchinista del ferroviere Dante De Angelis è stato per me motivo di grande gioia. Secondo me Dante De Angelis è un vero eroe del nostro tempo. Egli è stato pure troppo buono con il suo datore di lavoro, quell’azienda ferroviaria che si chiami RFI oppure Trenitalia, non me ne frega niente, ormai privatizzata e cinicamente insensibile ed indifferente alle esigenze del trasporto pubblico. Vediamo un po’ di fatti, partendo da prima del disastro di Viareggio.
Vogliamo parlare di Crevalcore? Nel gennaio 2005, dopo il tragico incidente di Crevalcore tutti si erano meravigliati che la tratta Bologna-Verona fosse ancora a semplice binario. Come mai? Mancavano i soldi? Non è questo il punto. I soldi c’erano. Il fatto è che essi sono stati utilizzati per costruire centinaia di altre opere che poi si sono rivelate inutili. Prendiamo ad esempio la regione Friuli Venezia Giulia. Negli anni ’60 sono state costruite due enormi stazioni doganali a Pontebba e Villa Opicina, spendendo fior di miliardi di denaro pubblico. Oggi questi due giganteschi impianti risultano essere completamente deserti ed abbandonati. A Pontebba sono stati smantellati tutti i binari dell’enorme piazzale e spediti in fonderia, e tra poco tocca a Villa Opicina. Ma la linea ferroviaria Bologna–Verona intanto è rimasta a binario semplice.
Ci sono voluti quasi trent’anni con dei costi levitati spaventosamente per tradurre in realtà una galleria di circonvallazione a Trieste, ma la linea Bologna–Verona è rimasta e binario semplice.
Negli anni ’70 è stata costruita e poi abbandonata a metà una linea ferroviaria tra Redipuglia e Cormons. A Cervignano hanno fatto un altro scalo mega–galattico cementificando centinaia di ettari di terreno fertile. Detto scalo viene oggi utilizzato solo in piccola parte, ma intanto la linea Bologna–Verona è rimasta a binario semplice. E‘ stato realizzato perfino il raddoppio della ferrovia Pontebbana in condizioni difficilissime, in mezzo alle montagne, tra frane, smottamenti ed infiltrazioni d’acqua. Adesso sulla nuova linea Pontebbana transitano si e no due treni al giorno. Quasi tutto il traffico per l’Austria viaggia in autostrada. Ma il raddoppio della linea Bologna–Verona, che corre in mezzo alla pianura Padana e che non avrebbe presentato nessuna difficoltà di realizzazione, non è stato mai effettuato. Come mai? Questa è la “domanda dalle cento pistole“ come diceva una volta qualcuno. Il problema è che quello che è successo nella nostra regione si riproduce moltiplicato per mille nel resto del Paese. I fondi disponibili vengono continuamente dirottati verso delle opere inutili dove ci sono facili guadagni per le lobbies dei costruttori edili e delle ditte degli appalti. Le opere utili come il raddoppio della Bologna–Verona non interessano a nessuno. Meglio spararle grosse con immani progetti per l’ Alta Velocità oppure con quel famigerato obbrobrio conosciuto come il Mostro di Messina. E poi c’è il problema della sicurezza . Il metodo più sicuro per prevenire gli incidenti in una tratta spesso invasa dalla nebbia, sarebbe quello della ripetizione automatica dei segnali in cabina di guida. Ma sembra che tale marchingegno costi troppo, e perciò si è optato per il cosiddetto sistema dell’“uomo morto“, il quale consiste in un pedale che il macchinista deve tenere premuto ogni 55 secondi, altrimenti si ferma il treno. Il sistema funziona perfettamente. Infatti a Crevalcore sono morti tutti, macchinisti e capitreno, assieme a tanti altri passeggeri innocenti.
Le Ferrovie italiane non hanno mai avuto una vita facile: da parte di tutti i Governi, fin dal secondo dopoguerra, vi è stata la precisa volontà di affossarle e privilegiare il trasporto su gomma, per favorire gli interessi dei grossi capitalisti come Agnelli, Pirelli e Pesenti. Nonostante in ogni occasione tutti avessero convenuto che le ferrovie erano il mezzo più sicuro, meno inquinante e più conveniente dal punto di vista economico, il grosso dei finanziamenti pubblici è sempre stato assegnato alle autostrade, mentre il trasporto su rotaia si è dovuto accontentare di pochi spiccioli. Dopo la privatizzazione e la drastica riduzione del numero dei ferrovieri tramite prepensionamenti, gli sprechi ed i disservizi sono aumentati, ed i treni camminano molto peggio di prima. Per quanto riguarda la nostra regione, dopo l’eliminazione del Compartimento ferroviario di Trieste, tutti gli uffici dove si prendono le decisioni più importanti sono stati trasferiti altrove. La progressiva marginalizzazione di Trieste nel settore viaggiatori è un dato che nessuno può contestare. Sono più che dimezzati rispetto a vent’anni fa i convogli destinati all’estero ed alle città italiane più importanti. Grazie alla riduzione del personale delle pulizie la sporcizia domina nei vagoni, e quotidianamente avvengono fastidiosi guasti nei sistemi di sicurezza provocando giornalmente grandi e piccoli ritardi nella marcia dei treni, esasperando i viaggiatori che troppe volte danno la colpa di tutto ciò al personale ferroviario. Invece la colpa è soprattutto della cronica carenza di mezzi di trazione. Tutto questo dovrebbe dimostrare l’attuale inadeguatezza delle ferrovie italiane di fronte alla situazione attuale, e la necessità di un’inversione di tendenza rispetto alla privatizzazione selvaggia, seguendo l’esempio delle ferrovie britanniche. Ma sembra che l’attuale Ministro dei trasporti non abbia nessuna intenzione di seguire questa linea di condotta, e meno che mai l’attuale dirigenza delle ferrovie italiane composta da funzionari super pagati pavidi ed opportunisti. Ci sarebbe bisogno di migliaia di personaggi coraggiosi come Dante De Angelis, ed una volta nelle ferrovie italiane i lavoratori che sapevano farsi rispettare non mancavano. Ma dove sono finiti? (Gianni Ursini)

Trasporto pubblico gratuito nel centro di Zagabria

Ottobre 18, 2009
tram di Zagabria

tram di Zagabria


Per ridurre la circolazione di automobili in centro e la conseguente carenza di parcheggi, il comune di Zagabria (capitale della Croazia) e l’azienda di trasporto pubblico locale hanno deciso di rendere gratuito l’uso del trasporto pubblico all’interno di una ampia zona del centro, compresa tra la Stazione centrale, la piazza maresciallo Tito, la piazza Britannica, la piazza Kvaternik, la via Gršković e la piazza delle vittime del fascismo.
La parte del centro di Zagabria in cui il trasporto pubblico è gratuito

La parte del centro di Zagabria in cui il trasporto pubblico è gratuito

Fonte: segnalazione di Campaign for Free Public Transport, un’iniziativa inglese che vuole migliorare il trasporto pubblico e renderlo gratuito.

E’ finita la demenziale battaglia anti-tram a Firenze?

Febbraio 19, 2008

Tram Sirio a Milano in piazza Cordusio (ottobre 2004)  Sembra sconfitta la demenziale battaglia contro il progetto di nuova rete tranviaria a Firenze. Dato lo scarso numero dei votanti (39%) al recente referendum consultivo cittadino, nonostante una leggera prevalenza dei contrari (51,5%) al tram, il Comune potrà proseguire con i lavori, del resto in ritardo sui tempi inizialmente previsti. Questa tristissima vicenda (dopo la battaglia contro il tram a Padova, terminata col “compromesso” del “tram su gomma” Translohr) costituisce una conferma dello spaventoso ritardo culturale di (parte) della classe politica e dell’opinione pubblica italiana, compresi ambientalisti e uomini di cultura che evidentemente non hanno la più pallida idea dei problemi e delle soluzioni per una mobilità sostenibile in una città moderna. Mentre in tutto il mondo si verifica una vera e propria “rinascita del tram” e del cosiddetto “light rail“,  cioè del trasporto pubblico urbano e suburbano, a cominciare dalle tantissime città francesi, piccole e grandi, che lottano col governo per avere la loro rete tranviaria, passando per Olanda, Svizzera, Austria, Germania, Regno Unito, Spagna, Polonia, Svezia, Russia, fino agli Stati Uniti, dove sono sempre più numerosi i sistemi di “light rail” nelle loro varie forme. Il dubbio è: le personalità che si sono dichiarate contro il tram non hanno mai messo piede fuori da Firenze (nè all’estero – Berlino, Amsterdam, Vienna, Zurigo … – nè a Milano – dove il tram Sirio, previsto per Firenze, è attivo da anni)  o è la loro totale e completa malafede che vorrebbe approfittare dell’ignoranza dei cittadini e della cattiva informazione dei media? Nel bene e nel male, per i temi ambientali – come questo – la comunicazione è fondamentale. In una situazione di corretta informazione sarebbe possibile pubblicare una foto dei binari (da collocare a livello del piano stradale) definendoli “rotaie, pesanti, ingombranti come quelle che ci sono in una stazione ferroviaria” e dichiarare “Non vogliamo i treni in città!!!” ? Sarebbe possibile pubblicare una foto del tram Sirio dicendo “Ecco il “treno” ancora in fabbrica (speriamo che li’ rimanga per sempre!)“? Per fortuna questi signori non sanno cos’è il tram-treno (grande successo a Karlsruhe !) e non vogliamo confondere le loro menti, ma sorge una domanda: la lingua italiana (a Firenze!) ha ancora un significato? Sul sito ufficiale della tramvia fiorentina sono reperibili i progetti delle tre linee previste.

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Turismo sostenibile: a Ginevra i turisti hanno accesso gratuito al trasporto pubblico locale

Maggio 31, 2007

Geneva Transport CardDal 1 gennaio 2007 tutti i turisti che alloggiano in un albergo, ostello o campeggio di Ginevra ricevono al loro arrivo una Geneva Transport Card gratuita, valida per la rete del trasporto pubblico locale per tutta la durata del loro soggiorno.
Fonti:Geneva Tourism e Unireso.

A Francoforte il biglietto del trasporto pubblico si acquista sul telefonino

Maggio 8, 2007

Registrandosi sul sito della rete del trasporto pubblico Rhein-Mein-Verkehrsverbund,  gli utenti possono scaricare sul telefonino un software per acquistare biglietti virtuali del trasporto pubblico (corsa singola, giornalieri, gruppi ecc.), usando la carta di credito e indicando la fermata in cui si sale e la zona tariffaria. Nel caso di controlli, basta mostrare al controllore il biglietto conservato sul telefonino. Il telefonino deve disporre di tecnologia Java (J2ME) ed essere collegato a internet tramite GPRS/WAP o UMTS.

Fonte: https://www.rmvplus.de/handyticket/matsopen.do (in lingua tedesca)