Archive for luglio 2007

Finalmente anche in Italia (ma solo in Emilia-Romagna) i dati del traffico verranno raccolti in modo automatizzato

luglio 31, 2007

Postazioni di rilevamento del traffico in Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna sta realizzando un Sistema regionale di monitoraggio del traffico (i dati in Italia vengono raccolti sporadicamente, in modo incerto, saltuario e frammentato,  a differenza degli altri paesi). Dal 25 luglio, in seguito al protocollo siglato da Regione, Province e Anas, verranno installate 270 postazioni di rilevamento del traffico su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, con sensori in grado di “contare” e classificare i veicoli in transito. “L’obiettivo è creare una base di informazioni sistematica e sempre aggiornata dei fenomeni legati alla mobilità viaria, e consentire così una verifica continua degli interventi previsti dal Prit (Piano regionale integrato dei trasporti). I sensori saranno collegati a un centro di controllo regionale che raccoglierà ed elaborerà i dati rendendoli immediatamente disponibili a tutti gli enti interessati.  Sarà così possibile avere informazioni precise e aggiornate sul traffico in Emilia-Romagna, utili per la programmazione e pianificazione degli interventi per la mobilità, oltre che per una migliore conoscenza del fenomeno dell’incidentalità.  Dopo l’installazione di una prima postazione-tipo – già collaudata – sulla SP 610 in provincia di Bologna, i lavori proseguiranno a partire dal 25 luglio sulle strade delle province di Reggio Emilia, Modena, Parma e Piacenza; nelle altre province le installazioni cominceranno a settembre, per evitare problemi connessi con l’afflusso turistico.”
Fonti: Sistema regionale di monitoraggio del traffico stradale; Mobiliter, il portale della mobilità in Emilia-Romagna

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Aumenta l’offerta di biciclette per la mobilità urbana in diverse città italiane e francesi

luglio 24, 2007

sistema bicincittà Si diffondono anche in Italia i sistemi che mettono bici a disposizione per la mobilità urbana. Quello più diffuso in Italia è Bicincittà, che è stato adottato dai comuni di Parma, Novara, Cuneo, Chivasso, Pinerolo, Pistoia, Savigliano, Settimo Torinese.  Il sistema funziona con l’utilizzo di una tessera elettronica, il singolo utente può prelevare la bicicletta in qualunque cicloposteggio presente sul territorio e riconsegnarla ovunque trovi un cicloposteggio libero, anche in un luogo diverso da quello di origine. Questo consente una fruizione molto rapida e flessibile: l’utente può adoperare il mezzo solo per il periodo del quale effettivamente necessita, utilizzando la bicicletta in modo analogo all’uso della propria automobile, non inquinando l’aria e contribuendo alla diffusione di una logica di spostamento che, specie nei brevi tragitti, è dimostrato essere più rapida ed efficace (la bicicletta per la mobilità sostenibile) In tal modo, la bicicletta che viene riconsegnata diviene subito disponibile per un altro utente, che potrà spostarsi in città riconsegnandola in qualsiasi colonnina libera: il risultato che otteniamo è di un utilizzo rapido, con potenziale interazione tra i diversi punti della città, con una buona disponibilità di mezzi. Sul sito www.bicincitta.com si potranno vedere in tempo reale, nelle città che hanno adottato il sistema, le biciclette ancora disponibili in quel momento.

disponibilità bici

Sistemi simili sono in funzione in molte grandi città europee, soprattutto in Francia (Parigi, Tolosa, Montpellier, Orléans, Lille, Bordeaux, Strasburgo, Lione).

Il problema del trasporto merci in Italia sta nella scarsa qualità della logistica, non nella mancanza di infrastrutture

luglio 9, 2007

E’ ancora estremamente attuale l’articolo scritto dal prof. Sergio Bologna, uno dei maggiori esperti italiani di logistica, sull’emergenza del trasporto merci in Italia, pubblicato sulla rivista ItaliaMondo (maggio 2006) col titolo Val di Susa: un tunnel per trasportare aria?. I veri problemi del trasporto merci non stanno nelle infrastrutture (come dicono i politici e gli industriali) ma nell’inefficienza e nelle carenze della logistica. Il prof. Bologna rileva che “in Italia, ma non solo in Italia, i problemi più acuti sono sui nodi, non sulle linee, e più aumenta la velocità sulle linee, più si aggravano le criticità nei nodi. II 75% dei ritardi dei treni merci intermodali, cioè della tipologia di trasporto su rotaia più promettente, si accumulano in prossimità o dentro i nodi e in particolare nel cosiddetto ultimo miglio ferroviario. “I tempi necessari per effettuare i servizi nei tratti terminali hanno un’elevatissima incidenza su quelli complessivi di percorrenza dei treni (dal 20% al 200%)”, “il costo dei tratti terminali assorbe tra il 15% ed il 65% dei ricavi della vendita dei servizi ferroviari”. Inoltre “secondo ricerche campione attendibili, riferite all’anno 2002, cioè prima del periodo più difficile per l’economia italiana, i camion pesanti che circolavano vuoti erano il 43%. Nemmeno dieci anni prima erano il 33%. Nella più rosea delle previsioni, nel 2015, quando il tunnel del Fréjus dovrebbe essere pronto, calcolando un incremento annuo dimezzato rispetto al periodo precedente, avranno raggiunto il 50%. Se dovesse vincere l’opzione Autostrada Viaggiante (è un’ipotesi attendibile perché piace anche a certi ambientalisti ed è sostenuta fortemente dai francesi) si sappia sin d’ora che avremo investito risorse importanti per trasportare…. aria.” Bologna constata che “se ci sono queste inefficienze non è certo a causa della carenza di infrastrutture. E’ dovuto al modo in cui è stata gestita la logistica da parte delle aziende.” “L’Italia del Nord abbonda di piattaforme logistiche, di magazzini e ribalte costruiti secondo i più moderni criteri costruttivi, ma non si può dire altrettanto della dotazione interna, dell’automazione degli scaffali, dei sistemi avanzati di gestione degli ordini e del picking, spesso si vedono ancora solo facchini di cooperativa e “muletti”. Non investono in automazione perché i contratti di outsourcing sono a un anno, due anni, nel settore vige la legge dell'”usa e getta”. Quindi conclude che “costruire infrastrutture, di nicchia o di sistema che siano, in un ambiente che non è disposto a questo salto tecnologico, finanziare opere e non incentivare l’upgrading delle filiere logistiche, pensare ad esser più veloci e non pensare ad esser più efficienti, significa nel trasporto merci condannare il nostro sistema produttivo e distributivo al supplizio di Sisifo.” Ovviamente le considerazioni del prof. Bologna si possono estendere a tutte le tratte della cosiddetta Alta Capacità/Alta Velocità ferroviaria, e alla filosofia dell’ “Italia dei Lavori”, che sta proseguendo la politica iniziata da Lunardi e Berlusconi grazie ai vari Di Pietro e Illy, che evidentemente ignorano quanto viene da tempo ripetuto pubblicamente dagli esperti italiani di logistica (vedi gli articoli di Sergio Bologna sul sito della società AntOptima e l’articolo di Marco Gosso “Trasporto merci e sviluppo sostenibile: concreta opportunità o moderna utopia” pubblicato su Economia & management n.5/2005 (articolo disponibile solo per gli abbonati o a pagamento).

Pubblicati i primi due quaderni dell’Osservatorio per il collegamento ferroviario Torino-Lione

luglio 5, 2007

Sono disponibili i primi due quaderni prodotti dall’Osservatorio per il collegamento ferroviario Torino-Lione, presieduto da Mario Virano, che comprende anche esperti nominati dai comuni della Val Susa: il primo quaderno “Linea storica. Tratta di valico” descrive profilo, potenzialità e criticità della linea attuale Torino-Modane, e comprende anche dati sulla autostrada ferroviaria alpina Bussoleno-Aiton (trasporto di autocisterne su speciali carri ferroviari). Dai dati sulla linea esistente risultano le notevoli capacità ancora disponibili e attualmente non utilizzate. Il secondo quaderno “Scenari di traffico Arco Alpino” riporta valutazioni, previsioni e scenari sull’evoluzione del traffico merci sull’arco alpino e sul corridoio Torino-Lione, presentate all’Osservatorio dai vari operatori. Al di là delle diverse previsioni, che tengono conto di diverse variabili quali i pedaggi autostradali e il costo e l’efficienza del trasporto ferroviario, l’Osservatorio propone misure specifiche a sostegno del traffico ferroviario nel corridoio di Modane e misure di regolazione del traffico su gomma.