La linea ferroviaria Ceva-Ormea: una risorsa locale per il futuro del trasporto pubblico in Alta Valle Tanaro

di Massimo Andreis Allamandola

Il viadotto Ferroviario ad Ormea

Il viadotto Ferroviario ad Ormea, Foto F. Bonfiglietti


La realizzazione della linea ferroviaria Ceva-Ormea risale al 1893, ed avrebbe potuto, secondo un disegno giolittiano, collegare Ceva con Imperia in Liguria, con valico a soli 584 m slm. Tuttavia per ragione di politiche nazionali (tra Italia e Francia) e militari si dette la priorità alla Cuneo – Ventimiglia, nonostante il garessino ing. Vicarj avesse avvertito dell’anti-economicità di tale valico a 1040 m di quota. La ferrovia Ceva-Ormea rimase così una ferrovia di valle in grado di servire tutti i comuni dell’Alta Valle Tanaro da Ceva fino ad Ormea. Negli anni recenti, la ferrovia dell’Alta Valle Tanaro è stata trascurata e marginalizzata. Molte stazioni sono in un evidente stato di abbandono e lasciate ormai da molti anni senza manutenzione, nonostante paradossalmente il treno vi corra ancora, innescando dunque questioni di sicurezza per gli stessi passeggeri (oggi per la maggior parte studenti o pendolari). Alcuni Comuni come ad esempio Ormea o Nucetto hanno iniziato a lavorare per recuperare gli edifici ed adibirli a strutture per la comunità, ma sono ancora esempi puntuali e sporadici all’interno di una situazione di generale abbandono.
Per completare il quadro , durante l’estate, e ogni week end dell’anno, la linea è soppressa e sostituita da un servizio di autobus sulla SS28 che collega la Regione Liguria verso la città di Imperia. (in estate il carico di traffico sulla SS28 è di gran lunga maggiore quindi il servizio ferroviario potrebbe aumentarne la sicurezza).
La strada principale della Valle Tanaro (la SS 28) sta gradualmente diventando un “corridoio di trasporto” utilizzato da molti TIR e camion internazionali, provenienti da Ventimiglia, che attraversano il Basso Piemonte in direzione dell’Europa orientale perchè vedono, in questo “valico senza pedaggio” una conveniente alternativa all’Autostrada dei Fiori tra Imperia e Savona e alla tratta Savona–Ceva della A6. Come se non bastasse, nei “week-end”, soprattutto in quelli estivi, la SS28 è percorsa da migliaia di macchine che da Torino e da altre città piemontesi si dirigono verso la costa ligure di Imperia e Ventimiglia, creando a volte lunghe code di auto nelle tranquille sere d’estate val tanarine. In questo contesto è chiaro che il servizio di autobus che utilizza la SS28, in sostituzione del treno, va in senso contrario alla necessità di riequilibrio modale ferro-gomma e di certo non valorizza le potenzialità del sistema ferroviario locale, che è un bene pubblico.
Lo stesso servizio di autobus sulla statale 28 (la ex-Viani oggi RT Piemonte). In questo panorama valtanarino, non vengono tenuti in considerazione i costi esterni indotti (ambientali e sociali legati al disservizio offerto) e quelli onerosi (fino a 60% a fondo perduto, per l’acquisto di nuovi bus) a carico della regione per la contribuzione e la gestione dello stesso trasporto su gomma del TPL, come si legge ad esempio sul DGR n. 30-2362 del 22 luglio 2011, dal DGR n 19-3042 del 5 dicembre 2011 e dal DD n. 307/DB1204 del 15 dicembre 2011 da parte della Giunta Regionale. effettua molti viaggi in concorrenza diretta con il sistema ferroviario, senza rotture di carico tra Imperia e Cuneo, attraverso l’Alta Valle Tanaro dove, di fatto, si sta promuovendo una integrazione del trasporto pubblico dal ferro alla gomma, esattamente al contrario delle richieste regionali o europee che vorrebbero invece una integrazione dalla gomma al ferro. La tratta che utilizza i bus sostitutivi di Trenitalia, sulla Ceva Ormea, è una tratta gestita da una società inter-regionale, la RT Piemonte (Riviera Trasporti Piemonte) con sede ad Imperia in Liguria ma con una sede amministrativa ad Ormea, in grado dunque di usufruire degli incentivi al trasporto su gomma della Regione Piemonte. Inoltre, essendo la RT Piemonte una società inter-regionale, non riesce ad offrire il servizio del Biglietto Integrato Piemonte, servizio che dovrebbe offrire una integrazione regionale di tutto il trasporto pubblico nella Regione. Al contrario, la RT Piemonte ha integrato (o meglio sottratto) oltre il 50% del “traffico ferroviario” della Ceva-Ormea verso il trasporto su gomma del servizio di Trenitalia, ed in parallelo mantiene molte corse parallele sulla linea, come la Mondovì – Ceva e la tratta Cuneo – Imperia, quindi creando una sovrapposizione di linee e di corse e allo stesso tempo rendendo molto difficile l’integrazione dei biglietti per gli studenti, i pendolari o i fruitori occasionali.
La tratta che utilizza i bus sostitutivi di Trenitalia, sulla Ceva Ormea, è una tratta gestita da una società inter-regionale, la RT Piemonte (Riviera Trasporti Piemonte)1 con sede ad Imperia in Liguria ma con una sede amministrativa ad Ormea, in grado dunque di usufruire degli incentivi al trasporto su gomma della Regione Piemonte. Inoltre, essendo la RT Piemonte una società inter-regionale, non riesce ad offrire il servizio del Biglietto Integrato Piemonte, servizio che dovrebbe offrire una integrazione regionale di tutto il trasporto pubblico nella Regione. Al contrario, la RT Piemonte ha integrato (o meglio sottratto) oltre il 50%
del “traffico ferroviario” della Ceva-Ormea verso il trasporto su gomma del servizio di Trenitalia, ed in parallelo mantiene molte corse parallele sulla linea, come la Mondovì – Ceva e la tratta Cuneo – Imperia, quindi creando una sovrapposizione di linee e di corse e allo stesso tempo rendendo molto difficile l’integrazione dei biglietti per gli studenti, i pendolari o i fruitori occasionali.
Insomma, al posto di offrire un servizio integrato la ferrovia e la linee degli autobus in Alta Valle Tanaro si fanno concorrenza e complicano al posto di facilitare l’offerta di un servizio pubblico chiaro ed efficiente, su un territorio e su una strada, la SS28, non di certo rinomata per la sua sicurezza. La ferrovia, in una strada di montagna come la SS28, è chiaramente il mezzo più pratico, razionale e affidabile per il trasporto pubblico, sia in inverno con la neve (a parte il gelo estremo che metterebbe fuori uso anche i bus) sia in estate con le lunghe code sulla statale ed è di gran lunga più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Un patrimonio pubblico, il sistema ferroviario di valle, che andrebbe valorizzato e non di certo cancellato a favore di forme di trasporto poco affidabili in termini di sicurezza (sulla SS28) ed in termini di orari ( i bus in caso di maltempo non riescono a rispettare e garantire le coincidenze con il servizio ferroviari).
Ricordiamo ad esempio uno dei molti casi in valle quando un Lunedi’ 25 Gennaio 2010, un bus sostitutivo della ferrovia proveniente da Ormea, non e’ riuscito a raggiungere Ceva in tempo per permettere ai ragazzi di prendere la coincidenza con il treno delle 7:30 per Torino, dopo una nevicata, quando la ferrovia dovrebbe rivelarsi il mezzo più pratico ed affidabile. (“Fs cancellano il treno senza mai avvertirci” La Stampa, 31 Gennaio 2010).
Inoltre la ferrovia potrebbe (anzi dovrebbe, come bene pubblico) essere utilizzata per il trasporto merci di una rinata economia locale delle valle (sia essa agricola, artigiana o industriale). La riapertura dello scalo merci di Garessio potrebbe “togliere” dalla SS28 almeno 60 camion al giorno per il trasporto di acque minerali marchio San Bernardo di Garessio, come da tempo si è tornati a fare in altri paesi europei, anche per il trasporto ferroviario di merci su brevi distanze. In questo contesto tutti i piazzali delle stazioni potrebbero attivarsi per la gestione della logistica delle attività economiche locali che la ferrovia può rendere competitive. (Negli anni 50’ Garessio ed Ormea producevano mele per tutto il cuneese !). Per il trasporto passeggeri, basterebbe innanzitutto evitare corse bus e treno concorrenti, magari integrando il servizio della RT Piemonte da Imperia ad Ormea con il servizio ferroviario della Ceva-Ormea (attestamento ad Ormea delle corse da Imperia) in modo da rendere il treno la “spina centrale del trasporto pubblico di valle” ed offrire un servizio di trasporto pubblico integrato e competitivo tra Piemonte e Liguria e, nel futuro, integrando la linea all’interno di una riorganizzazione del trasporto pubblico in Granda con le potenzialità del recupero dell’intero patrimonio ferroviario della nostra Provincia ; significative sono le recenti proposte del
Progetto METROGRANDA, Politecnico di Torino, Mattia Giusiano, Andrea Delpiano, Marco Barbieri

Progetto METROGRANDA, Politecnico di Torino, Mattia Giusiano, Andrea Delpiano, Marco Barbieri

Progetto METROGRANDA del Politecnico di Torino al recente Convegno di Bra del novembre 2011 dal titolo “Le ferrovie sotto la Zizzola, Bra nodo ferroviario“.
In quest’ottica, anche nella limitazione del consumo di suolo e di nuove infrastrutture, siano esse ferroviarie o stradali, il valico ligure della tratta ferroviaria Ceva-San Giuseppe di Cairo potrebbe essere potenziato e nel futuro raddoppiato in quanto si tratto dell’unico collegamento ferroviario esistente tra la nostra regione del Basso Piemonte e Savona; un collegamento più efficace e maggior frequente con la Liguria potrebbe sicuramente giovare anche al nostro territorio da Mondovì e Ceva sino ad Ormea, sia dal punto di vista turistico, sia dal punto di vista commerciale. A questo punto sarebbe in effetti necessario che la Provincia di Cuneo, applichi le indicazioni previste dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) approvato nel 2004, con “L’obiettivo strategico (…) dello sviluppo sostenibile della società e dell’economia cuneese, attraverso l’analisi degli elementi critici e dei punti di forza del territorio provinciale ed una valorizzazione dell’ambiente in cui tutte le aree di una Provincia estremamente diversificata possano riconoscersi”
Nel Documento Programmatico del
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

, la politica “A.6.4 Politiche di riorganizzazione degli insediamenti, delle relazioni e degli scambi nel corridoio infrastrutturale Mondovì –Ceva”, promuove la riorganizzazione del corridoio infrastrutturale tra i Comuni di Mondovì e Ceva (includendo l’Alta Valle Tanaro). Tale politica suggerisce la creazione di un “servizio vicinale” tramite il sistema ferroviario, in grado di connettere Mondovì e Ceva con l’Alta Val Tanaro, al fine di promuovere una sostenibilità a lungo termine di qualità ambientale e sociale in un quadro competitivo.
Come si evince dal PTCP, la valorizzazione della SS28 e la valorizzazione del Servizio ferroviario per il trasporto pubblico, turistico e merci, sono paralleli e complementari (e non antitetici) al miglioramento dei servizi locali.
Infine alla luce di tali proposte e della auspicata applicazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) sul servizio ferroviario vicinale Mondovì-Ceva-Val Tanaro, sarebbe a mio parere necessario riproporre, in chiave di transizione dalla gomma al ferro, il PROGETTO MOVICENTRO, una delle iniziative messe in campo dalla Regione Piemonte per promuovere forme di trasporto più sostenibili anche nei nostri Comuni dell’Alta Valle Tanaro.
Tale programma ha previsto, in corrispondenza di nodi significativi delle reti di trasporto pubblico e privato, la realizzazione di una serie di poli di interscambio (interventi destinati a connettere due o più modi di trasporto) al fine di rendere più agevole e funzionale la mobilità delle persone. Le stazioni di Ormea, Garessio e Ceva potrebbero ospitare a tutti gli effetti un servizio di integrazione treno-bus, treno-macchina o treno-bicicletta in grado di ridurre il pesante carico di veicoli privati sulla SS28, aumentando conseguentemente la sicurezza stradale e favorendo e promuovendo un sistema di trasporto pubblico più sostenibile, facilmente integrabile con il progetto Movicentro nella stazione di Mondovì.
Progetto Movicentro

Progetto Movicentro


Il principio funzionale del progetto è che “al fine di offrire un’immagine unitaria del trasporto collettivo (gomma e ferrovia) e di facilitare l’accesso ai servizi di trasporto pubblico è necessario che i principali mezzi di trasporto collettivo su gomma confluiscano nel nodo di interscambio”. Per alcune amministrazioni locali il progetto di integrazione bus-treno, potrebbe inoltre rappresentare un importante lavoro di confronto con una pluralità di soggetti istituzionali (Ferrovie, Regione, Province, aziende di trasporto pubblico locale) in grado di porre le basi per una sostenibilità economica ed ambientale del servizio di trasporto pubblico in Alta Valle Tanaro, da troppo tempo frammentato e poco valorizzato ed integrato; questo problema, ha infatti causato anche una graduale perdita di persone che utilizzano questa tratta a causa dei continui disservizi e delle continue sostituzioni bus-treno, preferendo anche per brevi tratte (Ormea-Ceva, Garessio-Ceva, ecc…) l’utilizzo del mezzo privato sulla SS28.
Spero che il tavolo di lavoro che si sta aprendo oggi sulla questione della Ceva-Ormea, possa diventare una occasione “pubblica” di condivisione di intenti, tra i Sindaci, la Comunità Montana e la popolazione tutta dell’Alta Valle Tanaro e possa essere funzionale ad un ripensamento del futuro servizio di trasporto locale in valle, a partire dalle infrastrutture esistenti che attendono solo di essere valorizzate; si otterrebe in questo modo un risultato tanto semplice quanto sorprendente: la gente inizierebbe ad utilizzare il treno !

area di scambio bus-treno

area di scambio bus-treno

3 Risposte to “La linea ferroviaria Ceva-Ormea: una risorsa locale per il futuro del trasporto pubblico in Alta Valle Tanaro”

  1. Giovanna Says:

    tengo molto alla linea Ceva Ormea (anzi Bra – Ormea). sono disponibile per escursioni col treno

  2. viaggiandoavapore Says:

    Reblogged this on viaggiandoavapore.

  3. daniele Says:

    ennesima porcata statale targata cota bonino un danno incalcolabile infastrutture lasciate a deperire ..in germania non succede ……. siamo alla frutta

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