Trasporti e riporti (rubrica di Marmotta Girevole)

SPEZZARE LE RENI AI CICLISTI
Da qualche mese il Comune di Modena ha trovato un modo “creativo” di aumentare le entrate finanziarie.
In epoca di tagli ai trasferimenti governativi si imponeva infatti il reperimento di altre fonti: molti Comuni hanno così esteso la sosta a pagamento, i “photored”, gli autovelox e altri provvedimenti analoghi. A Modena però le automobili ed i loro guidatori sono delle vacche sacre, intoccabili, quindi nessun provvedimento ulteriore. Allora dove mungere?
IDEONA: ci sono decine di migliaia di ciclisti (su 180.000 abitanti infatti oltre il 30% fa almeno uno spostamento al giorno, elaborazione da dati Istat) che percorrono le strade del Centro Storico, che è ZTL, sia nel senso legale che, volentieri, contromano. ALLORA MULTIAMOLI!!
Detto fatto. Dai primi di febbraio alcune pattuglie di Polizia Municipale sono state appostate dietro le colonne dei portici per accalappiare questi pericolosissimi delinquenti abituali e per tendenza. Si è ovviamente levata una ondata di proteste, ma il Sindaco Pighi, ciclista incallito, da avvocato ha parlato genericamente di “rispetto della legalità”, scaricando il merito all’assessore competente.
Molte personalità della cultura hanno preso posizione pro-ciclisti, il più famoso è lo scrittore Ugo Cornia. Si sono sprecate le citazioni di esempi virtuosi in Emilia, in Italia ed all’estero. Perfino a Bruxelles, che ha una orografia difficile (come Roma), i ciclisti sono sacri, nel Centro Storico possono circolare ovunque e fuori dal centro molte strade hanno la segnaletica per permettere il “contromano” ai cavalli d’acciaio e relativi cavalieri. La Polizia Municipale, dopo alcune settimane di insulti e rischio di tafferugli, con qualche sotterfugio è riuscita a sfilarsi dall’opera di repressione e così il Comune sembra si sia rivolto al Prefetto. Che a quanto sembra avrebbe fatto il miracolo: la GUARDIA DI FINANZA si è accollata l’onore di ristabilire l’ordine nelle strade del Centro Storico di Modena. Evidentemente il grave problema endemico dei delinquenti “ciclomontati” ha la forza di distogliere uomini e mezzi dalla prevenzione-repressione dei reati finanziari, notoriamente bagatellari.
Come spesso accade in Italia, anche a sinistra, si è deboli con i forti e forti (e vessatori) con i deboli. Ovviamente è dimostrato che anche i valori abbondantemente fuorilegge delle polveri sottili (nel 2010: tre stazioni di misura e sforamenti 82/79/61, la migliore è dentro un parco…; nel 2011 al 24 maggio: 38/42/31 sforamenti, fonte sito Arpa) sono colpa delle/dei criminali che pedalano su due ruote, soprattutto contromano.
Prevedo che, dopo che sarà sradicata la associazione a delinquere “sacra corona dentata unita” la strategia per fare cassa si rivolgerà ai pedoni, rei con il loro passo pesante di rovinare strade e marciapiedi oltreché di intralciare il traffico automobilistico attraversando continuamente le strade.
L’imbecillità illimitata di questa strategia mi ricorda un fattaccio leggendario degli ANNI NOVANTA del secolo scorso: il ragioniere capo del Comune di Ancona, alla disperata ricerca di fonti di introito, scoprì che i fili delle linee aeree del filobus “facevano ombra sul suolo pubblico” quindi, analogamente alle tende dei negozi e pubblici esercizi sopra i marciapiedi, TASSABILI!! E così fu: sembra che per qualche anno l’ATMA sia stata costretta a pagare alcune decine di milioni di lire all’anno al Comune (si spera…) per l’ombra dei fili, anche se non erano più usati da anni. Si ignora se analogo tentativo sia stato fatto con Enel e con Telecom.

Via libera per la manovra.
Marmotta Girevole

Per scrivermi: Marmottapuntogirevoleathotmail.com

DIAMANTI D’ARGILLA
Per una Impresa Ferroviaria avere la possibilità di trasportare grandi quantità di merce su un treno completo per distanze anche brevi equivale, fatte le debite sostituzioni, al gioielliere che ha a disposizione una miniera di diamanti già tagliati nella propria cantina. Eppure c’è qualcuno che riesce a farsi beffe dei diamanti.
Alla fine degli anni Settanta le FS rifiutarono di raccordare (2 km da aggiungere ad altro binario esistente) un nuovo stabilimento Italcementi della Basilicata che voleva spedire due treni completi al giorno verso Nord. Però poco dopo (1986) si cominciò lì vicino a costruire una nuova linea ferroviaria (Ferrandina-Matera, finanziata dal “Piano Integrativo” del 1981) con tanto di galleria di 7 km a doppio binario, anche se la linea, di 20 km circa, era prevista a binario unico. E per adesso ancora non c’è, dopo che le opere civili sono finite da oltre 5 anni.
Uno stabilimento FIAT del Molise, raccordato su una linea secondaria elettrificata apposta per “loro” e che produce prevalentemente motori per gli altri stabilimenti, ultimamente non spedisce più per ferrovia: perché? Forse per costi i eccessivi della manovra?
Qualche mese fa (maggio 2010) una acciaieria del Nord (Valsugana) che riceveva rottame di ferro a treni completi ha perso il servizio a causa della “riorganizzazione” di Trenitalia Cargo. Per qualche tempo si è trovato un modo alternativo, con un diverso “giro” del treno, dato che la linea è accessibile da due lati. Attualmente il demenziale modo di portare i rottami di ferro è: fare gli ultimi 30 km (Trento-Borgo) su strada con tanti bei camion.
Dopo il disastro di Viareggio, qualcuno ha perfino ipotizzato di mandare le merci pericolose per strada, esattamente il contrario di quello che vuole fare l’Unione Europea.
Prendiamo ora un caso specifico quasi pirandelliano e di attualità: diamanti di argilla, sabbia e caolino. Infatti ne devono giungere giornalmente grandi quantità al “comprensorio delle ceramiche” nelle province di Modena e Reggio Emilia, da altri Stati via nave+terra o via terra.
Via nave+terra: dalla cava in Ucraina per treno fino al porto, poi nave per Mar Nero, poi l’Egeo, lo Jonio, e l’Adriatico. E poi porto di Ravenna, raffinazione, treno … qui già perdiamo colpi, perché spesso il treno non c’è anche se è richiesto: cioè circa la metà delle volte perché su un parco teorico di oltre 800 carri idonei, solo poco più di un terzo è disponibile (gli altri sono fermi per “manutenzione”, alcuni da anni, ergo si usa il camion), poi scali merci ed infine camion dagli scali agli stabilimenti. Con più di qualche “licenza” sui limiti di carico.
Via terra: dalle cave in Germania e Francia per treno attraverso la Svizzera (Lötschberg/Sempione o Gottardo) o direttamente via Frejus fino agli scali merci, essendo i carri di DB-Schenker o di SNCF, sono sempre disponibili, poi ancora camion dagli scali agli stabilimenti. Col solito carico abbondante.
Da notare che uno dei due scali merci è in pieno centro urbano (MODENA) a 600 metri in linea d’aria da un edificio medievale patrimonio dell’umanità (Duomo e Ghirlandina) e “ante crisi” faceva circa 2 milioni di tonnellate all’anno; l’altro (DINAZZANO) faceva circa 1,8 milioni e, pur essendo lontano dagli abitati, per servire una parte degli stabilimenti i camion transitano attraverso un altro importante centro della zona (SASSUOLO).
Però una parte non irrilevante degli stabilimenti è lungo una linea ferroviaria elettrificata (la Modena-Sassuolo di FER Srl!) e potrebbe essere raccordata: se passate col treno e mettete fuori un braccio, a destra o a sinistra non fa differenza, per qualche km rischiate di toccare i bancali di piastrelle. Ma questa linea, che non è del gruppo FS, per volontà del principale Comune della zona (MODENA), già dal 1991 non fa più traffico merci.
Inoltre sulla linea era presente anche uno scalo merci “privato” (Pio Generali di Casinalbo) dotato di raccordo che, ante soppressione del servizio, faceva due treni interi al giorno; subito dopo la soppressione del servizio merci lo scambio che immetteva nel raccordo è stato tolto d’opera. Attualmente lo scalo fa solo servizi “gomma-gomma” o magazzino conto terzi, ha tentato più volte di riavere il raccordo ma l’ostronzionismo del Comune di Modena impedisce l’uso del buon senso e, soprattutto, il buon uso del denaro del contribuente. Purtroppo non è né la prima né la seconda volta che questo Comune, di concerto con la Provincia, si distingue per atteggiamenti antiferroviari, ma essendo la “seconda capitale italiana dell’automobile” è un problema di DNA. Forse.
A discolpa del gestore della linea (all’epoca ATCM di Modena) bisogna dire che alla soppressione del servizio merci l’infrastruttura era in condizioni pietose: binario da 36 kg/m con traversine di legno che ogni tanto si apriva sotto il treno, linea aerea del 1934 che cadeva a pezzi, raccordo con la stazione FS in retrocessione e di capacità ridotta, pesanti limitazioni di velocità per i carri con oltre 16 t/asse.
Ma oggi la linea è irriconoscibile: raccordo diretto con la stazione FS, il binario è da 60 kg/m con traversine in cemento, linea aerea a standard FS, ponti rinnovati, limite di carico di 22,5 t/asse, come le migliori di RFI. Però merci niente. Evidentemente, facendo un conto spannometrico, farci passare un treno da 1000 tonnellate nette al giorno feriale (circa 300.000 tonnellate l’anno) metterebbe sul lastrico ben 25 camionisti, a fronte forse di 5 o 6 ferrovieri in più. Dato che i camionisti tengono famiglia, sembra che 100 voti in più, o giù di lì, siano in grado di fermare un treno merci. Poco importa sei i camion fanno puzza, polvere, rumore, scassano le strade e quando fanno incidenti…
Teniamo presente che un treno di argilla da 1000 tonnellate nette se caricato a 22,5 t/asse è di 16 carri tipo Tamns/Taemns ed è lungo circa 250 metri. Non è tascabile, ma gestibile da qualsiasi raccordo, con irrisorie interferenze con gli altri treni circolanti. Trasformato in camion caricati (in teoria) a 20 t l’uno, fa 50 camion.
È quindi inspiegabile perché questa linea (di proprietà della Regione Emilia-Romagna) non abbia ancora pubblicato il “Prospetto Informativo della Rete”, come vuole la normativa europea per tutti i Gestori di Infrastrutture ferroviarie interoperabili, per comunicare alle imprese ferroviarie interessate le modalità di accesso “non discriminatorio”.
Naturalmente gli stradisti di Comune e Provincia hanno la risposta pronta: è in costruzione il nuovo Mega-Scalo da 4-5 milioni di tonnellate all’anno! Vero. Ma il primo stralcio ferroviario sarà finito forse tra due anni. E comunque ancora non si sono visti i cantieri delle strade per arrivarci. Strade che dovranno smaltire 4-5 milioni di tonnellate all’anno, scusate se è poco. Quindi a parole loro sono favorevolissimi al trasporto per ferrovia delle merci, purché non a casa propria. Sindrome NIMBY (o NOMRR = Not On My Rail Road)? E per favorire i camion hanno da anni la pretesa di collegare il comprensorio delle ceramiche con il prolungamento di una nota autostrada (quella del Brennero) con la “bretella Campogalliano-Sassuolo”, se non fosse che in zona arriva già una superstrada a 4 corsie: lo stato della corsia di destra la dice molto lunga sul numero di camion che ci passa e sul loro rispetto dei limiti di carico. Vale per entrambe le direzioni: argilla in arrivo e piastrelle in partenza. In automobile è meglio stare sulla corsia di sorpasso dall’inizio alla fine, anche se a destra non c’è nessuno.
Naturalmente il Comune di Modena periodicamente scrive a RFI o Trenitalia, sobillato dai residenti della zona dello scalo merci, per protestare del rumore e del polverone causato dalla circolazione dei camion con argilla, nonché per segnalare la pericolosità di tale traffico in zone densamente abitate.
Particolare non trascurabile: con due treni da 1000 tonnellate al giorno (600.000 t/anno) la linea Modena-Sassuolo potrebbe rimpicciolire vistosamente il pauroso deficit di esercizio che il modesto trasporto passeggeri origina, dato anche che la controlleria a bordo treni, per diatribe sindacali, è un optional da molto tempo. Naturalmente il fatto che il Presidente ed il Direttore Generale di questo Gestore di Infrastruttura/Impresa Ferroviaria (FER Srl), per il 90% di proprietà della Regione Emilia-Romagna, non siano diplomati ma ex-assessori provinciali (di buona volontà ma con grossa tessera), non aiuta, perché ne scalfisce l’autorevolezza. A essere buoni. E fa sembrare FER un ammortizzatore sociale per politici disoccupati.
Dulcis in fundo, il Comune di Modena che tiene in ostaggio la linea (e con essa anche la Regione) ha prospettato recentemente la sua soppressione a causa delle “intollerabili interferenze che i passaggi a livello causano alla circolazione stradale”, trovando inaspettato assist da parte del grande Comune all’altro capo della linea (Sassuolo), che ha da poco cambiato colore dell’Amministrazione (l’ex-presidente della Provincia Pattuzzi ha perso al ballottaggio dopo il primo mandato…). Peccato solo che pochi anni fa sia stato inaugurato un tratto di linea di circa 4 km che finalmente ne ha rotto l’isolamento “d’oro”, consentendo ai treni di raggiungere la stazione FS e triplicando in due anni i viaggiatori. In ossequio ai diktat del Comune questo tratto su solo 4 km passa da quota “campagna” ai meno 10 m di una fermata sotterranea per salire poi ai più 10m dello scavalco con lungo viadotto della linea FS e infine riscendere a quota “campagna”. Qualche buontempone, visto il colore politico delle Amministrazioni coinvolte, l’ha battezzato “montagne russe”.
Senza voler scomodare alcuni psichiatri di grido, ad una prima e benevola osservazione questa vicenda presenta moltissimi aspetti che richiamano il “berretto a sonagli” di Luigi Pirandello. A pensare male, invece, più che agli strizzacervelli, viste alcune recenti retate in zona, la mente corre ad associazioni di altro tipo…

Una Risposta to “Trasporti e riporti (rubrica di Marmotta Girevole)”

  1. Nuova rubrica “Trasporti e riporti” « Trasporti&ambiente Says:

    […] blog ospita una nuova rubrica, “Trasporti e riporti“, di Marmotta Girevole. Il primo articolo della rubrica è “Diamanti […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: